LA CASCATA DI SALINO

CATERINA PERCOTO che di Salino era assidua frequentatrice, cosi descrive la cascata di quella localitÓ in una sua lettera alla contessa MARIANNA DECIANO ANTONINI.

"Una delle meraviglie della Carnia, e di cui il famoso Van Haanen, dopo aver tentato invano di ritrarla, protestava essere un poema inesauribile. Ci avviammo che il sole cominciava a lasciare nell'ombra il dorso dei monti, alle cui falde noi andavamo costeggiando il torrente. Oltrepassata la punta di Dierico che di rimpetto a noi, di lÓ del Chiars˛, si protendeva nelle ghiaie in una verde eminenza terminata dalla sua chiesetta e del suo maestoso campanile, c'internammo nei monti e salimmo sino al villaggio di Salino, poi, fatto un breve giro, tornammo a discendere verso la caduta. Ivi la montagna incavata e scoscesa,si presenta come un ampio circo, le cui muraglie a strati orizzontali di un bel marmo rosso venato di bianco, sono sormontate da un ciglio di verdura, fra cui sterpi tremolanti si precipita la corrente. A misura che discendi, la luce si fa pi¨ quieta e pi¨ mite, come la dolce penombra dell'interno di un tempio, e senti il fragore assordante dell'acqua e la freschezza ch'ella vi spande. A forza di correre sempre nello stesso sito, pare vi abbia formato come una specie di colonna o di lastra di marmo rosso, che s'erge fino alla sommitÓ della rupe, e a' cui piedi si raccoglie un limpido lago, che poi diviso in ruscelli, spuma pe' grebani del burrato e si nasconde abbasso tra il verde.

Ti ricordi negli anni infantili di avere mai provato a prendere dal fuoco un tizzo ardente, e girandolo veloce in ampie ruote a fargli segnare nell'aria una specie di solco luminoso,che dalla maggiore o minore larghezza chiamasi fettuccia o filo? il moto di quell'ampio volume d'acqua che si precipita lungo le scanellature della sua rossa colonna ha qualche cosa di simile. Due o tre striscie bianche cadono gi¨ di tutta l'altezza tanto veloci, che all'ombra ti sembrano immobili.

Alcuni sprizzi rompono di sopra nei sassi, e in forma di minutissima pioggia o fior di farina le fanno velo trasparente,di modo che ti si presentano in un sol colpo due diversi movimenti, benanche tutte le gradazioni dell'iride. Il luogo Ŕ chiuso da tre lati, e gira come la curva di un anfiteatro, sul capo, l'azzurro de' cieli, e dirimpetto, in lontananza, i picchi fantastici della nuda Serena (IL SERNIO).

Assorti in religioso silenzio contemplammo per un istante quel magnifico spettacolo, mentre l'alito invisibile dell'acqua c'irrorava i capelli di finissime goccioline, e ci metteva nelle membra una specie di brivido".